Da sempre l’uomo utilizza le Biotecnologie!
Come? I lieviti utilizzati per la produzione di birra, vino e pane ad esempio! O per la trasformazione del latte in yogurt e formaggio attraverso batteri fermentanti! Ma è solo negli ultimi 40 anni che le biotecnologie hanno conquistato il ruolo di protagoniste e sono destinate a crescere esponenzialmente.
Da diversi anni le biotecnologie sono sempre più spesso impiegate anche in dermatologia e in cosmetologia.
Così le sempre più frequenti dermatiti da cosmetico, ad esempio, si possono oggi prevenire proprio grazie a nuove formulazioni senza Nichel basate su principi attivi biotecnologici più funzionali e sicuri. Le biotecnologie cosmetiche vivono tipicamente a cavallo tra due ambiti di ricerca: quello delle biotecnologie rosse, ovvero farmaceutiche e mediche, e quelle bianche, cioè industriali e applicate alla formulazione di prodotti di largo consumo. Le applicazioni di queste ultime sono molteplici e si basano principalmente sul vantaggio che in esse le cellule e gli enzimi necessitano di condizioni operative (come pH, temperatura e solventi) particolarmente blande, con un risparmio in termini di denaro, tempo e infrastrutture, riducendo allo stesso tempo gli scarti inquinanti e l’uso di acqua.
È la produzione di enzimi il settore trainante delle biotecnologie bianche. Importante novità nell’industria dermatologica mondiale, essi accelerano le reazioni chimiche e non provocano reazioni allergiche. Per questo in pochi anni queste sostanze sono diventate componenti indispensabili: il loro effetto è molto rapido e la capacità di riparare i danni causati dalle radiazioni solari elevata. Ma non solo: gli enzimi cosmetici associati a principi attivi fotoprotettivi aiutano a prevenire l’invecchiamento fotoindotto, combattono i radicali liberi facilitando il rinnovamento cellulare e sono in grado di produrre un peeling biologico, ovvero un trattamento di pulizia a fondo che facilita l’assorbimento delle sostanze attive, senza rischio di irritare la pelle.
Grazie alle biotecnologie cosmetiche applicate alla produzione enzimatica è possibile trattare tutti i tipi di pelle, indipendentemente dall’età o dal genere del soggetto che utilizza i cosmetici così prodotti. Questa tipologia di cosmetici ha generalmente ridottissime controindicazioni tanto da poter essere usati su tutto il corpo.
Un altro vantaggio di queste formulazioni è il rilascio controllato dei principi attivi e la riduzione delle irritazioni. Inoltre gli enzimi possono essere incorporati in varie tipologie di cosmetici, pur mantenendo inalterate le loro proprietà: combinando vari enzimi è possibile infatti sommare i vantaggi dei diversi principi attivi.
Alghe e minerali marini, piante di costa, fanghi salati, conchiglie, gusci, pesci e uova di pesce sono i nuovi elisir di giovinezza introdotti nelle creme di ultima generazione. L'uso di ingredienti di bellezza ricavati dalle coste, da fondi marini e dagli oceani aumenta in modo esponenziale rischiando di compromettere ulteriormente l'ecosistema marino, gia' fortemente sfruttato dall'industria alimentare in modo intensivo.
Ma le cose stanno cambiando, le industrie cosmetiche più attente alla sostenibilità ambientale si rivolgono ora a produttori alternativi di ingredienti marini, si legge nell'ultimo rapporto di Organic Monitor, società inglese di ricerche di mercato specializzata in sostenibilità delle implicazioni ambientali delle risorse marine. Gli ingredienti marini sempre più richiesti dalle industrie della bellezza provengono infatti da società che li ricavano esclusivamente da sistemi di allevamento ed acquacoltura, come ad esempio i salmoni impiegati della norvegese AquaBioTechnology o le alghe della tedesca OceanBasis che le coltiva nel Mar Baltico.
La biotecnologia in campo cosmetico si avvale spesso di molecole derivanti da principi vegetali, rielaborate e purificate oppure modificate per mezzo di reazioni chimiche, fisiche o meccaniche. In ogni caso i vantaggi sono diversi. Innanzitutto i principi attivi biotecnologici utilizzano meccanismi d’azione innovativi che non si limitano a ripristinare le normali funzioni fisiologiche della pelle, ma mirano a combattere efficacemente tutti i fattori degenerativi preservando l’integrità della matrice cellulare. Inoltre le biotecnologie permettono di formulare prodotti ad ampio spettro d’azione, capaci cioè di agire a più livelli in modo strutturato e completo sia in termini di penetrazione che di grado attività. L’applicazione della biotecnologia sulle colture in vitro consente di controllare le condizioni di crescita delle cellule, stimolandole a produrre sostanze di interesse cosmetico che normalmente, in natura, la pianta produrrebbe solo in determinate condizioni.
Le biotecnologie consentono così l’estrazione di un maggior numero di principi attivi dalle strutture vegetali.
Tutto ciò si traduce in purezza, sicurezza ed efficacia qualitativa e quantitativa. Ultimo, ma non per importanza, è l’aspetto ambientale e la sostenibilità delle biotecnologie cosmetiche: grazie a queste innovazioni lo smaltimento è più ecologico con un vantaggio per la salute dell’uomo e del consumatore. Grazie alle biotech è possibile quindi abbandonare componenti potenzialmente dannosi per l’uomo come allergeni, parabeni e coloranti.


